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Schiavi della mela e del lavoro

Questa cosa che Apple ha ammesso di usare bambini per fabbricare i propri prodotti molti dei quali in Cina sinceramente fa abbastanza schifo. Non faccio falsi moralismi, probabilmente anche il notebook dal quale scrivo o la birra di ieri sera sono il frutto di lavoro nero, mal pagato, sfruttato, illegale.

Il Think Different va a farsi benedire e muore davanti al profitto capace di affamare anche una delle aziende più innovative: Apple non è la prima e non sarà certamente l’ultima azienda ad usare manodopera a basso costo. Apple non ha scusanti, nemmeno quella che le fabbriche fossero fornitori esterni e quindi controllate da altre società.
Forse i fondamentalisti della mela non si sarebbero mai aspettati di avere tra le mani un iPhone costruito da un bambino orientale oppure pur sapendolo hanno sempre preferito chiudere gli occhi davanti all’ultima applicazione figa lanciata sul mercato. Ciò vale per Apple come per qualsiasi altra azienda tra quelle 102 che non fanno controlli adeguati.

E’ un problema serio che viene trattato meno che del green computing con il quale è strettamente collegato: mentre ci chiediamo cosa verrà dopo l’iPad chi realizza iPod o cellulari di ultima generazione non deve essere esposto a pericolose sostanze chimiche soltanto per consentirci di sfogliare voracemente l’ultimo libro di Douglas Coupland. Non voglio cadere nello stereotipo del consumismo sacrificale e del capitalismo subdolo che ci distrae e seduce come una droga fino a stenderci al tappeto.

I fatti nei diversi Paesi del mondo dimostrano che l’equità sociale resta un principio puramente teorico ma che la Rete, quella fatta di persone prima e di tecnologie poi, forse può servire come risorsa per spostare il dibattito sui diritti dell’uomo e del lavoro, dalla denuncia all’indagine collettiva il passo è breve. E se il prossimo passo fosse un peer to peer di sindacalisti anonimi?

Promotori della libertà

Promotori della libertà ricorda il “facciamo un po’ come cazzo ci pare” della Casa delle libertà di Corrado Guzzanti. Vogliamo parlare di quel pugno chiuso?
Forse è proprio come dicevo ieri, non ci siamo evoluti, siamo fermi al 2001.

P.S. Questo blog non è in campagna elettorale e non parteggia per nessuno.

Balla coi dandy

Secondo un recente studio negli uomini il quoziente d’intelligenza influenza atteggiamenti politici, sessuali e religiosi:

The reasoning is that sexual exclusivity in men, liberalism and atheism all go against what would be expected given humans’ evolutionary past. In other words, none of these traits would have benefited our early human ancestors, but higher intelligence may be associated with them.

Siamo passati da De Gasperi e Berlonguer a Berlusconi. Evidentemente qualcosa nell’evoluzione del patriarcato italiano deve essere andato storto.

Chat Roulette: the movie

chat roulette from Casey Neistat on Vimeo.

Tutte le chat sono delle roulette, non sai mai chi c’è dall’altra parte del pc ma mai come Chatroulette. Dopo le parodie qualcuno ha fatto anche un film su Chat Roulette.

Il lato oscuro del Web 2.0

Sono tre le notizie di oggi che portano diverse riflessioni sui servizi che vengono chiamati “social” (lo è ad esempio anche Gmail secondo me).
La prima è stato il lungo down di Friendfeed che non ha funzionato per molte ore: diversi utenti in panico (soprattutto blogger che evidentemente non hanno molto da fare) riversano i propri messaggi su Twitter che diventa uno strumento dedicato sempre più alle “emergenze” di tutti i tipi (peccato che la Protezione Civile ancora non lo usi…). Ed è importante capire che non si può pretendere un copyright sui propri tweet.

La seconda riguarda il casino che ha fatto Facebook che a causa di un problema tecnico negli ultimi giorni ha smistato in maniera errata alcuni messaggi sbagliando il destinatario. Un errore capitato a diversi utenti ha messo in pericolo la privacy ed i contenuti diffusi a sconosciuti: i primi sintomi saranno un calo della fiducia ed il ritorno alla email.
Dall’altra parte Facebook ha badato più alla quantità (degli utenti) che alla qualità ed alla content strategy.

La terza, ultima ma forse più importante, è il brevetto sul News Feed che Facebook ha presentato nel 2006 e sta per ottenere, una dura mossa nei confronti dei concorrenti diretti (Twitter, LinkedIN, Ning, Google Buzz, MySpace) ma anche degli utenti costretti ad usare una tecnologia proprietaria e chiusa che li considera come dei veri e propri consumatori. Ed ora si comprende anche meglio l’acquisto di Friendfeed: Zuckerberg vuole mettere a segno un bel colpo e diventare l’ideatore ufficiale del metodo che prevede un flusso di news associato ad un utente che si sviluppa in tempo reale.

E’ il lato oscuro del Web 2.0. Se sei un utente secondo Dave Winer puoi e devi scegliere chi ti offre maggiore libertà, comincia ad aprire gli occhi perchè nessun servizio è indispensabile:

Buy your own services and put your content in places where you are treated like a customer with rights that are respected. That’s still possible. In many industries it’s no longer possible, but you can get that kind of service on the Internet now, but you have to pay for it.

D’altronde la prima ed unica regola della privacy è “i’am the only one who can decide what i want to share“. Se invece lavori in una media industry comincia a dare fiducia alle piccole realtà:

If you’re in the media industry, stop partnering with the tech industry, and hire away some of their best people and give them power to run your business. This is how your boat will stay afloat. Pretending these companies are your friends is ridiculous. They don’t care about you. Look at how well they’re doing monetizing your content. This is probably what you need to learn to do, and there’s no time to learn. Hire their people away and get ready to compete.

Gli americani hanno catturato Saddam usando i social network

Secondo Massimo i social network non esistono ma ci sono Facebook, Google e tutti gli altri. In un articolo scritto in 5 parti da Slate dal titolo Searching for Saddam viene spiegato come si è arrivati alla cattura di Saddam Hussein avvenuta il 13 Dicembre 2003 e perchè questo procedimento non ha funzionato con Osamba Bin Laden.
E’ stata utilizzata la Rete ed un approccio simile a quello delle reti sociali (con nodi e bordi) per individuare quali erano i cattivoni di Tikrit riuniti in famiglie (proprio come la mafia newyorkese). Hanno intrecciato parentele e legami per capire come sgominare la dittatura.
Non fatevi fuorviare dal titolo: al tempo i social network non erano così diffusi, esistevano già forum e blog. L’articolo è interessante perchè mette a risalto una strategia che analizza le relazioni personali ed economiche in un regime militare.

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