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Bill Gates su Twitter

Dall’originalissimo account appena aperto da Bill Gates su Twitter per pubblicizzare la sua fondazione (chissà se è un fake ed in caso contrario se lo gestisce in prima persona):

“Hello World.” Hard at work on my foundation letter – publishing on 1/25.

Ninja’s unboxing

L’unboxing è aprire una scatola con dentro qualcosa di speciale che sia un regalo, un prodotto. Di solito nelle recensioni vengono fatte le foto dell’intera “operazione” di apertura del pacco. Quello sopra è un video che ironizza questa pratica pubblicizzando il Google Nexus One.

Perchè Google dovrebbe perdere 385 milioni di utenti?

Torno sulla questione Google-Cina con una riflessione spicciola. Considero per scontato il fatto che Google non si sogni neanche lontanamente di chiudere i suoi uffici in Cina e che togliere qualche filtro (come quello su Piazza Tien An Men) su Google.cn serva solo da azione dimostrativa.

Secondo l’ultimo rapporto CNNIC sullo stato di sviluppo di Internet in Cina il popolo della Rete cinese ha registrato 384 milioni di utenti (un quarto dell’1.38 miliardo di abitanti cinesi). Rispetto alla fine del 2008 sono stati registrati 86 milioni di nuovi utenti.
La media settimanale on line è cresciuta di altre due ore, il 68% della popolazione occupata naviga solo nel tempo libero.

Inoltre, tra le occupazioni preferite dell’utenza vi è quella di ricercare divertimento on line (83,5%), quella di cercare notizie on line (80,1%) e quella di consultare dei motori di ricerca (73,3%): in quest’ultimo settore Google detiene il 14.1% del mercato cinese mentre Baidu (il suo maggiore concorrente in Cina) è il primo motore con il 62.2%.

Secondo alcune stime (Comscore) il mercato cinese di Google vale il 2% del fatturato di Google pari ad oltre 400 milioni di dollari. Perchè Google dovrebbe perdere questi soldi e soprattutto la possibilità di investire e conquistare numeri su 384 milioni di utenti?

Quando acquisti chiedi qual è la garanzia dei prodotti elettronici?

Io lo faccio sempre: quando acquisto un prodotto, che sia in una grande megastore oppure online, chiedo sempre quale sia la garanzia (italiana o europea, differenza tra legale e commerciale) e la durata. E sembra che molte catene, supermercati e rivenditori giochino molto spesso su questo difetto d’informazione.
L’Antitrust è intenzionata a sanzionare Mediaworld, Unieuro, Expert, Euronics e Trony per pratiche scorrette sulle garanzie dei prodotti:

I procedimenti, avviati dopo molte segnalazioni inviate dai consumatori, «dovranno – spiega l’Authority – verificare se le aziende abbiano agito correttamente nell’informare i consumatori sull’esistenza della garanzia legale sui prodotti e sulle differenze con la garanzia convenzionale offerta a pagamento». Secondo le denunce, arrivate anche al call-center dell’ Antitrust, le imprese avrebbero tenuto comportamenti scorretti tali da confondere la clientela: dalle informazioni carenti sui termini per l’esercizio dei diritti relativi alla garanzia legale biennale di conformità (riparazione e/o sostituzione) al rifiuto di riconoscere l’applicabilità della garanzia stessa o di sostituire il prodotto difettoso come richiesto.

D’altronde pochi consumatori sanno che la recente normativa europea prevede che per gli apparecchi elettronici venduti sul proprio territorio ci sia una garanzia di due anni da distribuire in parti uguali tra venditore e costruttore, in particolare il primo anno di garanzia è di solito competenza del costruttore del bene mentre il secondo del venditore.

1) Se il prodotto è costruito da un’azienda con una sede legale in italia e commercializzato attraverso propri negozi e punti vendita non si incontrano di solito problemi nel caso di malfunzionamenti: l’oggetto si riporta al venditore che essendo il garante del buon funzionamento provvede alle riparazioni del caso o alla sostituzione dove ritenuto opportuno.

Se invece il prodotto è di una azienda italiana che vende attraverso la grande distribuzione sulla quale indaga l’Antitrust ci possono essere due eventualità: il negoziante fornisce anche assistenza sull’oggetto (come fanno alcune catene) oppure si appoggia alla casa produttrice del prodotto.
Nel primo caso dovrebbero valere le considerazioni fatte per un costruttore/venditore mentre per quando ci si appoggia al costruttore il prodotto verrà sicuramente inviato al centro assistenza. In entrambe le situazioni i tempi dovrebbero essere abbastanza rapidi.

2) Quando invece il prodotto è d’importazione possiamo trovarci in diverse situazioni. Se il prodotto proviene da un paese europeo allora bisognerà rivolgersi all’importatore con tempi d’attesa più lunghi perchè in quel caso verrà applicata la garanzia europea. Altra storia se il prodotto proviene da una azienda extraeuropea: in quel caso ci sono delle restrizioni sulla garanzia dovute al fatto che il prodotto viene classificato come import ee.

Far valere i propri diritti dovrebbe essere più facile ed immediato, quasi naturale. Ho cercato di semplificare in base alle mie conoscenze di base ma sicuramente ci saranno altre eventualità riguardo la garanzia, un mondo sempre difficile per i consumatori. Attenzione poi al diritto di recesso: c’è sicuramente nel caso di vendite a distanza mentre per quanto riguarda il venditore esiste solo se lo riconosce.

Haiti è già la fine del mondo

Un team di reporter in giro per le strade di Haiti aiuta un ragazzo che è stato appena colpito da alcuni poliziotti. Le immagini sono state trasmesse dalla CNN ed hanno fatto il giro del mondo. Eppure continuano le speculazioni di molti giornali su presunte dichiarazioni di…morti.

Skype aiuta indirettamente le mafie?

Combattere la criminalità organizzata usando il Web sarà sempre più importante ma difficile da realizzare senza mezzi, risorse, tecnologie e competenze adeguate. I criminali usano sempre più spesso sistemi come Skype per comunicare tra loro.

Mentre la nuova legge sulle intercettazioni limita le possibilità investigative, Nicola Gratteri, procuratore aggiunto presso la Dda del tribunale di Reggio Calabria lancia un allarme che riguarda proprio Skype:

Gli uomini della mala, per non essere intercettati sui cellulari, usano il web. Social network, poste elettroniche, e software vari di comunicazione. Tutti, tranne skype, hanno consegnato l’algoritmo per l’intercettabilità dei dati di scambio. Servono norme internazionali che regolino il settore. In modo che chiunque crea nuove tecnologie di comunicazione al contempo deve fornire agli Stati i sistemi di controllo per la sicurezza stessa dello Stato e dei cittadini.
Servono solo 12 euro al giorno per intercettare in confronto ai pedinamenti, alle pattuglie e agli straordinari delle forze di polizia.

Le indagini saranno sempre più 2.0 quindi e Skype ne è un esempio: a che punto sono i lavori della task force che dovrebbe collaborare insieme ai sistemi VoIP, Skype incluso, per rendere intercettabili immediatamente le chiamate? Non sarebbe prioritario creare una normativa ad hoc in questo campo invece che giocare agli sceriffi con chi pubblica video su YouTube?

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