Pagina 6 di 9« Prima...456789

Metti un giorno su Internet: the 100 essential websites

Ieri sono intervenuto a Radio 24 durante una puntata di NovaLab 24, abbiamo parlato di Twitter e Luca Tremolada insieme a Luca Dello Iacovo tra le altre cose mi hanno chiesto ogni quanto lo uso. Ho risposto che non riesco a seguire tutti gli aggiornamenti delle persone che seguo (cerco di non andare oltre le 500) ma che lo apro almeno 3 volte al giorno: mattina, pomeriggio e sera.
Gli utenti italiani attivi su Twitter saranno attualmente 10 mila circa, non c’è una stima ufficiale. E tu? Quanto e per cosa lo usi?

Un aspetto interessante di Internet poi è che ognuno di noi la utilizza diversamente: questa grafica riassume bene alcuni dei modi più comuni anche se è immaginabile ad esempio che tra 10 anni il mondo di Google sul Web sarà diverso.

A Day in the Internet
Created by OnlineEducation.net

Il Guardian ha pubblicato – come nella migliore tradizione dei listoni di fine anno – una lista di 100 tra i siti web più essenziali divisi per categoria. Mi farebbe piacere che come regalo di Natale ne segnalassi qualcuno che non è in lista.

Facebook cambia la privacy e lo status diventa pubblico (o quasi)

Facebook ha aggiunto nuove impostazioni per la privacy con le quali un utente può decidere cosa condividere pubblicamente con tutti (gli status, cioè i messsaggi di stato) e che tipo di contenuti invece mostrare alla propria rete di amici (foto, video). Gli strumenti per farlo sono diversi anche se l’impostazione che viene suggerita è quella della massima apertura possibile: chi in passato aveva delle impostazioni sulla privacy restrittive se le ritroverà tali e quali, dovrà solo confermare le “old settings”.

Il lucchetto posto di fianco a “Share” è uno di questi:

facebook privacy share update

L’approccio di Facebook è interessante perchè da un lato cerca di rendere gli utenti che hanno un profilo più consapevoli riguardo le loro scelte e ciò che pubblicano e condividono con gli altri. Dall’altro potrebbe essere deleterio perchè molti utenti potrebbero, come hanno fatto finora, non preoccuparsi della privacy e continuare ad alimentare una statusfera (l’insieme degli status) pubblica e raggiungibile anche da Google.

La soluzione migliore è quella di creare delle liste su Facebook e decidere con chi e cosa condividere. Secondo Techrunch queste nuove impostazioni (aperte già da qualche mese ad alcuni utenti) saranno un fiasco, perchè altre applicazioni, esterne a Facebook potranno usare mediante le API il tuo messaggio di stato ad esempio e conservarlo, anche dopo averlo cancellato da Facebook. Che ne pensi?

Offro 20 inviti per Google Wave ma solo se ci fai un post!

Probabilmente finita la novità, Google Wave non lo usa più nessuno nonostante ci siano indiscutibilmente dei punti di forza. Se lo vuoi provare, ho 20 inviti per Google Wave ma per riceverne uno devi:

1) Assicurarmi che scriverai sul tuo blog o sito web una recensione-impressione su Google Wave inserendo un link al mio blog così potrò leggerla. Il link ovviamente è: http://www.dariosalvelli.com

2) Per ottenere l’accesso a Google Wave devi commentare questo post inserendo nel campo “email” l’indirizzo di posta elettronica al quale ti invierò l’invito.

[UPDATE]

- Lo so bene che ormai gli inviti sono inflazionati e si trovano anche in certi WC della Rete: non mi pare un buon motivo però per voler provare un nuovo servizio. Il post è pensato proprio per selezionare solo quelli che sono davvero interessati e che mettono a disposizione di tutti un valore.

- Su Friendfeed (che da utile strumento si si sta trasformando nel salotto borghese della blogosfera) si è scatenato un inutile flame (da leggere sotto con popcorn, arsenico e coca cola alla mano), invece di discutere su Google Wave si parla di “provocazione” o altro quando questo post era orientato solo a far uscire qualche contenuto-recensione interessante e di valore che non riguardi i “soliti noti”, cosa ormai rarissima. Non so perchè la blogosfera italiana veda del marcio (questo blog non ha bisogno di andare a caccia di link o riceverli, è quanto di più assurdo si possa pensare da un blog personale che non ha pretese commerciali, basta guardare la decrepita grafica) anche dove non ce n’è: in altri blog (anche molto noti) ci sono operazioni di PR, vendita-scambio link, eccecc, spesso nascoste malamente.
Ho scritto ioni di post affermando che i link hanno un valore relativo e non bastano (da soli) a costruire autorevolezza o valore per il Web ma possono servire a tracciare le conversazioni. Quandi di voi usano OGNI GIORNO e conoscono i tracback?

Google Chrome è meglio di Safari?

Google ha annunciato ufficialmente l’uscita della versione beta di Google Chrome per Mac e Linux. Ho testato tutti i browser sul mercato e devo dire che ormai uso l’accoppiata Chrome+Firefox soltanto perchè il primo ha ancora dei problemi di compatibilità e non ha molte delle estensioni (il meccanismo per usarle è ancora acerbo, poco usabile e riguarda solo la versione Beta per sviluppatori) che ha Mozilla.

Se sei un utente Mac ti conviene dare un’occhiata a Chrome ed alle estensioni. Lo hai installato? Qual è meglio tra i due?

[UPDATE]

- Arstechnica ha provato Chrome su Mac ed ha delle conclusioni simile alle mie.

WPA Cracker: addio legge Pisanu

wpa cracker

E’ nato WPA Cracker, l’uso del cloud computing per aprire reti wireless protette con il protocollo WPA. Non avendo molto tempo lascio a voi provare il servizio, magari è una bufala e non funziona.

Google Real Time search: hai appena cercato a quanti “scappa la pipì” nelle ultime ore

Dopo la Social Search (Marco spiega come si può tracciare), Google Sidewiki e Google Personalized Search, diamo finalmente il benvenuto anche su Google al real time Web: Google infatti ha lanciato la Real Time Search, la ricerca in tempo reale (o quasi) mostrata nel video sopra.

Continua…

Pagina 6 di 9« Prima...456789