La costituzione non esiste più: lo diceva già Sciascia 30 anni fa. Quanto aveva ragione!?
Mia madre è siciliana, ho sempre sentito al mio interno un forte sentimento di impegno, anche civile, che a causa di una forte sfiducia nei confronti della realtà non si è mai trasformato in un’attività concreta e costante. Ai miei occhi le lucciole che hanno acceso Sciascia sono ormai fioche, quasi spente, difficili da alimentare.
A vent’anni dalla morte di Leonardo Sciascia mi permetto di omaggiarlo e ricordarlo, segnalando ciò che scrissi tempo fa riguardo a “La notte delle lucciole”, un bellissimo spettacolo teatrale di Marco Baliani che porta in scena lo stesso Sciascia nel ruolo di maestro, scrittore, uomo. Se vi capita andatelo a vedere, merita.
Perdono soldi? E’ tutta colpa dei giovani. Lo dice Confalonieri:
Confalonieri ha detto che “internet si avvale di una parola magica che è free. Se i vari Youtube o Google non riconoscono il valore delle proprietà intellettuali, non si può investire. Noi investiamo la metà di quello che ricaviamo in prodotti e contenuti. Se altri approfittano di questi contenuti che vengono mandati in rete da privati, soprattutto giovani, non ci sarà futuro per chi di fa questo mestiere“. “Serve dunque – ha concluso – molta attenzione da parte dei regolatori, del governo. Devono prendere a cuore questo problema”
Il parallellismo con Murdoch è alquanto grottescho: tra i due c’è di mezzo il mare del Web. Ai giovani non resta altro che fare un dispetto a Confalonieri continuando a usare YouTube in maniera intelligente e magari lanciando in orbita un satellite tutto loro.
Google Chrome ha 40 milioni di utenti: Google Chrome OS quanti ne avrà?
Ne parlano proprio tutti. Ieri c’è stata la presentazione (puoi guardare direttamente il video cliccando su Real Player o Windows Media Player) di Google Chrome OS, il nuovo sistema operativo open source di Google che si basa su tre concetti principali: velocità, semplicità e sicurezza.
Il sito ufficiale da tenere d’occhio è Chromium.org. Ma Google Chrome OS ce l’ha un kernel? Se si, com’è fatto?
Il sistema operativo è basato sul browser Google Chrome e per capire qualcosa in più su com’è fatto basta guardare questa demo di Google Chrome OS:
Sembra un OS adatto a chi lavora e naviga molto su Internet quindi online: lo installerei subito però sarebbe interessante sapere quali applicazioni offline supporta, se posso usare suite da ufficio, giocarci, senza dover essere necessariamente “in the cloud“, tra le nuvole.
E’ questa la vera rivoluzione?
[UPDATE]
- Qualcuno è inquietato da un sistema che si basa tutto sul web (ma come, ormai è tutto cloud computing!?) mentre altri sono entusiasi da Google Chrome OS perchè il PC si avvia in meno 7 secondi.
- Su Gdgt.com è possibile scaricare Google Chrome OS ed installarlo.
Ed era “solo” il 2007. Basterà l’OCSE a tranquilizzarci con i dati del PIL e del tasso di disoccupazione che da qui al 2011 dovrebbe aumentare meno che gli altri paesi dell’area euro?
A quanto pare no. Scribe il blog Bile:
Con questi dati, c’è davvero da essere ottimisti e sperare che la crisi sia alle spalle, come dice il Cavaliere: immaginate se non fosse così, se nel 2010 ci troviamo senza lavoro, con la bolletta dell’acqua alle stelle, il 20% in più di Irpef e un debito pubblico che costringerà il governo (prima o poi lo farà: lo deve fare) a mettere le mani nelle tasche degli italiani…
Secondo l’ottavo Rapporto Censis sulla Comunicazione sono cinque i social network più popolari in Italia: Facebook, conosciuto dal 61,6% degli italiani, YouTube (60,9%), Messenger (50,5%), Skype (37,6%) e MySpace (31,8%). Le percentuali raggiungono valori ancora più elevati tra i giovani di 14-29 anni. Secondo voi Msn Messenger è un social network?
Quanti di voi – e ne vanno fieri – non guardano più la Tv anche perchè travolti da un bombardamento continuo di informazioni nuove? C’è una stessa disaffezione nei confronti dei media che ha un’altra origine ma è espressione di un curioso paradosso.
Per quanto riguarda i consumi mediatici degli italiani infatti si comincia a parlare di “press divide“, il fratello del “digital divide”, espressione di un disagio che non è esclusivamente economico e tecnologico ma sociale:
Il numero delle persone che hanno un rapporto esclusivo con i media audiovisivi (radio e Tv) rimane praticamente stabile (26,4%), mentre diminuiscono quanti hanno una «dieta mediatica» basata al tempo stesso su mezzi audiovisivi e mezzi a stampa (dal 42,8% al 24,9% tra il 2006 e il 2009). La somma di questi due gruppi rappresenta il totale di quanti non hanno ancora colmato il digital divide, la cui soglia si collocava nel 2006 al 71% e scende oggi al 51,3% della popolazione.
Nasce però un nuovo divario tra quanti contemplano nelle proprie diete i media a stampa (insieme a radio, Tv e Internet) e quanti non li hanno ancora o non li hanno più. Se il digital divide si sta attenuando, il press divide invece aumenta, visto che nel 2006 era il 33,9% degli italiani a non avere contatti con i mezzi a stampa, mentre nel 2009 si è arrivati al 39,3% (+5,4%). Ad aumentare negli ultimi anni l’estraneità ai mezzi a stampa, e in misura rilevante, sono stati i giovani (+10%), gli uomini (+9,9%) e i più istruiti (+8,2%), cioè i soggetti da sempre ritenuti il traino della modernizzazione del Paese.
Ricopio sotto quelli degli ultimi 3 anni sperando tu possa aggiungerne degli altri: ad esempio dopo Napster ciò che è successo a The Pirate Bay, oppure l’introduzione di Internet come servizio universale in Finlandia. Cosa metteresti in lista?
Facebook opens to non-college students and Twitter takes off (2006)
In September 2006, a social networking site for college students changed its user qualifications to include anyone 13 and older with a valid e-mail address. Facebook struck an immediate chord — and almost overnight, social media went mainstream. Less than a month later, the creators of Twitter acquired the company and its assets from its investors, paving the way for the service to take off in 2007. Both companies took social media mainstream, radically changing the way we connect, collaborate, and communicate with everyone from friends to colleagues to customers.
The iPhone debuts (2007)
The iPhone was released on June 29, 2007. By the end of the weekend, half a million had been sold, and smartphones had gone from a luxury item to a necessity. The iPhone inspired the development of operating systems like Google Android, as well as an app for just about every aspect of modern life. Over the next decade, it’s estimated that a billion new users will come to the Internet for the first time through mobile devices.
U.S. Presidential Campaign (2008)
The Internet altered presidential politicking in 2008 much as television had forty years earlier during the Kennedy/Nixon race. From videos like “Obama Girl” and the Reverend Wright clip shaping the debate, to social media mobilizing voters, to record-breaking online fundraising from small donors, every facet of the way campaigns are run was permanently transformed.
Iranian election protests (2009)
When Iran’s 2009 presidential election produced fishy results, the opposition took to the tweets — and the “Twitter Revolution” was born. In fact, it was so vital to organizing demonstrations that the U.S. State Department asked the company to delay planned maintenance.. The protests also highlighted Twitter’s key asset as a protest tool: Since most users don’t access it through a central website, it’s nearly impossible to censor.
Seguo i temi legati all'innovazione e all'ICT, mi occupo di strategie di comunicazione e marketing digitale. Sono consulente per Altroconsumo. Leggi Chi Sono