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La Digital Key di Sky contro Tivùsat di Rai e Mediaset

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D’altronde sul direttore generale della Rai Mauro Masi ha ragione Gilioli: la politica aziendale della RAI è stata suicida ma lo avevano già detto in molti (ed anche su questo blog) mesi fa quando la Rai chiuse i propri canali sulla piattaforma di Sky.
Quei canali generalisti Rai non sono visibili più sul satellite perchè criptati e dunque gli abbonati di Sky sono costretti: a comprare un nuovo decoder oppure a ripiegare sul DTT, il digitale terrestre.

Per ovviare a questo inconveniente Sky lancerà da Dicembre la Digital Key, una chiavetta USB che integra un ricevitore DTT e che si potrà collegare direttamente al proprio SkyBox (Sky HD o MySky HD, dunque non la maggioranza di utenti Sky) in modo da guardare i canali gratuiti (solo quelli in chiaro) del digitale terrestre tramite il decoder Sky senza l’aggiunta di altri apparecchi o telecomandi e soprattutto con la comodità di avere tutti i canali integrati nella guida ai programmi Sky (l’EPG). Perchè è qui che si gioca la vera lotta: se i canali non sono accessibili mediante un tasto del telecomando e dunque attraverso il sistema EPG che utilizzo perchè dovremmo considerarli?
Digital Key non è una rivoluzione ma una buona mossa. Di seguito l’insufficiente e banale commento di Masi alla Digital Key di Sky:

Il tutto ha i connotati di un’abile campagna promozionale e di marketing che di una reale messa a disposizione a tutti i propri abbonati della programmazione digitale terrestre in chiaro. Merita un attento approfondimento, anche dal punto di vista legale e regolamentare, la eventuale immissione dei canali della piattaforma terrestre all’interno dell’Epg (la guida elettronica dei programmi, ndr) di Sky. Potrebbe essere in conflitto con le disposizioni delle Autorità di garanzia che limitano l’utilizzo da parte di Sky del sistema digitale terrestre. L’utilizzo di questo strumento sarà, anche nel tempo, circoscritto a un ristretto numero di abbonati. La limitazione dell’uso della chiavetta ai decoder Sky di nuova generazione e in particolare a quelli in Hd restringe ancor di più il numero di abbonati serviti dalla Digital Key poiché questi dovranno essere dotati di un televisore Full Hd. Notoriamente tutti i nuovi televisori sono obbligatoriamente provvisti di un decoder digitale terrestre integrato: la visione del digitale terrestre integrale è dunque già garantita dal televisore. Inoltre occorre aggiungere che parte significativa dei televisori in Hd già venduti prima dell’obbligo del decoder integrato era già in grado di ricevere il digitale terrestre a causa dell’elevato costo del televisore e della relativa necessità di dotarlo di tutti gli strumenti tecnologicamente più aggiornati, compreso il decoder per il digitale terrestre.

EU Bookshop: la biblioteca digitale dell’Unione Europea

Ho l’impressione che ci siamo ormai dimenticati che siamo italiani ma anche europei. A tal proposito, una immensa memoria storica europea che parte dal 1952 è stata digitalizzata ed è ora disponibile su EU Bookshop, la biblioteca digitale che raccoglie tutte le pubblicazioni dell’Unione Europea.

E’ importante spuntare “Biblioteca digitale (Archivio)” nella ricerca di EU Bookshop che contiene circa 12 milioni di pagine scannerizzate e 2 milioni di pubblicazioni recenti: ogni anno vengono aggiunte circa 1600 nuove fonti disponibili in 50 lingue (quelle ufficiali dell’Europa ma anche russo e cinese).
L’archivio (non interamente) gratuito è utile per studenti, docenti e cittadini: ad esempio ci sono documenti interessanti come lo studio sull’evoluzione della concentrazione nel settore del cemento in Italia datato 1979, le tendenze della domanda di energia in Italia nel 1981, l’evoluzione della concentrazione nei settori dell’edizione e della stampa in Italia (1968-1975).

Pixar parody

Da ieri in Rete sta circolando questa parodia della famosa intro di Pixar.

Decreased Reality

Qui non è il paradiso dei calzini, come direbbe Vinicio. La storia di Elvis morto a 6 anni è un esempio di mancanza di sensibilità di questa società. Non posso non essere d’accordo con Massimo Gramellini quando scrive:

Veniva dall’isola di Capo Verde, ma sapeva già leggere e scrivere in italiano. Era educato, ordinato, molto pignolo, dicono le maestre. Amava il disegno e sognava di fare l’ingegnere. Si chiamava Elvis, come l’eroe del rock. Lo hanno trovato per terra, in una stamberga di venti metri quadri, i polmoni intasati dalle esalazioni di un piccolo braciere. Da quando l’Enel aveva staccato la corrente che alimentava la stufetta elettrica, quel fuoco improvvisato e velenoso era diventato l’unica fonte di riscaldamento di tutta la famiglia. Non c’era altro calore, non c’era più cibo.
Ci riempiamo la bocca, io per primo, di parole superflue. Ci appassioniamo ai problemi di minoranze potenti e arroganti. E accanto a noi, in un silenzio distratto, si consumano le disfatte degli umili e dei mansueti. Persone come la mamma di Elvis, che fino all’ultimo ha provato a raggranellare onestamente qualche soldo per la stufetta, andando in giro a fare le pulizie.

Ed ora per piacere non nasca l’n-esima inutile associazione “per Elvis” in cerca di soldi per fiaccolate e manifestazioni. Fare qualcosa ma farlo in silenzio e senza tessere è poi decisamente più bello. Il volontariato fa già tanto anzi troppo, è vero.
Bisognerebbe che ci sentissimo tutti Stato e poi Europa insieme, con tutte le nostre diversità ma uniti nel darci una mano perchè domani potremmo trovarci senza un grembo a cui appoggiarsi.

Lo stato della Blogosfera 2009

Come avviene da ormai 5 anni (l’edizione del 2008 insegna), anche quest’anno Technorati ha stilato lo stato della Blogosfera versione 2009.

In questa edizione sono stati analizzati con particolare interesse: il professional blogging con interviste a blogger di successo, la presenza dei brand, la monetizzazione, Twitter ed il microblogging, l’impatto dei blog sugli Usa e sul mondo (Barack Obama?).
Penn, Schoen and Berland Associates, hanno condotto questo sondaggio per Technorati attraverso Internet dal 4 al 23 Settembre 2009 intervistando circa 2,828 blogger di tutte le nazioni: sono stati usati inoltre i dati di Technorati e quelli di Lijit.

I primi dati interessanti (il resto a seguire nei prossimi giorni direttamente su Technorati):

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Il survery era in Inglese dunque sono stati raggiunti 50 paesi e metà di questi blogger risiedono in America: solo in California c’è il 16% del totale dei blogger di questo sondaggio.

Blog is dead

I blog non sono morti! Metà dei blogger stanno lavorando ad un secondo blog ed il 68% blogga da più di 2 anni (l’86% scrive da almeno 1 anno) senza essersi annoiato.

L’anno del mobile?

Il 20% scrive il blog usando un dispositivo mobile mentre rispetto allo scorso anno il 58% usa di più il mobile per fare un update sul blog:

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Citofonare Google Wave (e gli RSS vanno a farsi benedire)

Senza fare proclami (forse non è utile alla produttività) grazie all’invito di Luca ho Google Wave.
Il mio indirizzo è ovviamente: dariosalvelli chiocchiola googlewave.com

A prima vista mi sembra caruccio, secondo me è interessante come strumento di collaborazione quando puoi: fare una conference su di un sistema più leggero di Skype, condividere files o allegati (magari anche di grandi dimensioni) senza dover inviare per forza email, proporre sondaggi, organizzare eventi ed altro in stile Doodle, la possibilità di aggiungere l’estensione che ti pare, usare Twitter (e Facebook?) direttamente da una Wave, pubblicare un post usando Wave. La domanda sorge spontanea: in questo sbattere d’onde, tra un ping e l’altro, che fine fanno gli RSS?

Appena mi arriva qualche invito vedo di girarlo ad altri perchè se non c’è qualcuno che cavalca l’onda insieme a te è inutile andare in mare aperto. :-)

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