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A quanto lo vendi questo sito web?

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Income Diary pubblica la lista dei 30 siti web venduti alla cifra più alta. Tra gli acquirenti Google è solo al quarto posto con YouTube mentre Microsoft e Yahoo! conquistano la lista per soldi “buttati”: il primo social network che troviamo è MySpace che fu acquistato nel 2005 da Murdoch per $580,000,000, quasi un affarone se pensi quanto viene valutato oggi Facebook. A ruota non poteva che esserci un servizio che si basa sul porno come AdultFriendFinder.

E Geocities, te lo ricordi? Fu pagato da Yahoo 3.6 miliardi di dollari! Che brutta fine…

Feedmastering #88

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Breve rassegna giornaliera (che puoi trovare a volte anche durante il weekend) di notizie utili, incredibili e magari al tempo stesso in qualche modo ridicole che non hanno trovato posto sul mio tumblr durante il giorno.
Feedmastering verrà pubblicata ogni sera in una fascia oraria che va dalle ore 20 alle 22 (8-10 pm CEST). Scrivi qui cosa pensi di Feedmastering. Per segnalazioni: blog chiocchiola dariosalvelli punto com

Continua…

ThatsMyFace: analizza il tuo volto e fatti spedire una statua!

Non cambierei il mio volto per niente al mondo. Quando vedo cose come ThatsMyFace l’espressione del mio volto si divide in due: una diventa ilare, sorridente, un’altra invece più seria e preoccupata per quanti spenderanno quei dollari nel voler analizzare la propria faccia per scoprirsi brutti ed impossibili.
Comunque, dico basta alle tette finte come soprammobile: FaceStatue potrebbe essere il regalo cool del prossimo Natale.

Chernobyl: il business di una catastrofe

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Un tizio è andato a visitare Chernobyl vent’anni dopo il noto incidente ed ha fatto delle foto impressionanti con un resoconto sul tasso di radioattività presente in giro. Una delle cose più tristi è che questo tipo di viaggi è diventato un vero e proprio business.

Censura su Facebook

Mettendo da parte i toni allarmistici (con mirabolanti software che sparano nel mucchio) e l’utilizzo del termine “censura” ogni qual volta scompare qualcosa online, la questione del post sui preservativi e l’AIDS cassato da Facebook contiene diverse considerazioni riguardo i social network ed una domanda fondamentale: chi e come decide cos’è offensivo e quali regole far applicare sempre e comunque prima di arrivare al limite ultimo che prescinde la libertà in Rete?

Il problema è proprio questo: le regole di Facebook, genericamente, vietano la pubblicazione di messaggi offensivi, ma poi nei fatti sul social network gira di tutto e nessuno dei responsabili del sito chiarisce cosa è lecito e cosa non lo è. Qualcuno sostiene, addirittura, che ci possa essere un software che analizza i contenuti della rete in modo metodico e automatizzato e interviene quando si ripetono con troppa frequenza alcune parole chiave. Così fosse, la censura colpirebbe un po’ a casaccio, a volte a ragione a volte a torto.

Cose dell’altro mondo

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A Repubblica stamane si sono svegliati moderni ed hanno deciso di raccontare in diretta il congresso di AN usando Twitter:

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Quale peggior modo per inaugurare un nuovo account se non la disfatta di un partito? Ed il live blogging? Da quelle parti non l’hanno mai scoperto, meglio il micro di blogging.
Scherzi a parte, è un segnale che qualcosa si muove nelle polverose redazioni Web italiane.

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