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Feedmastering #70

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Via [Chickencrap]

Breve rassegna giornaliera (che puoi trovare a volte anche durante il weekend) di notizie utili, incredibili e magari al tempo stesso in qualche modo ridicole che non hanno trovato posto sul mio tumblr durante il giorno.
Feedmastering verrà pubblicata ogni sera in una fascia oraria che va dalle ore 20 alle 22 (8-10 pm CEST). Scrivi qui cosa pensi di Feedmastering.

Continua…

Pachube: l’Internet dei sensori

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Pachube non è OpenSpime ma qualcosa di simile:

A web service that enables people to tag and share real time sensor data from objects, devices and spaces around the world, facilitating interaction between remote environments, both physical and virtual.

Pachube è un progetto di social network di sensori collocati in qualunque parte del mondo che forniscono dati in temo reale: misurano la temperatura, l’aria, la quantità di energia usata, qualsiasi cosa tu possa e voglia tenere sotto controllo e condividere. E’ forse qualcosa in più che una rete sociale che si scambia dati: a me piace molto il concetto di vedere le nostre strade e città come delle piattaforme da portare su Internet, unendo lo spazio ed il tempo con un filo intrecciato.

Mi rendo conto sia ancora roba per tecno smanettoni ma un giorno sarà più diffuso ed usato soprattutto per scopi concreti e veramente utili.

Keyboard Privacy: si possono intercettare i tasti premuti sulla tastiera?


Compromising Electromagnetic Emanations of Keyboards Experiment 1/2 from Martin Vuagnoux on Vimeo.

La risposta è affermativa nel caso di tastiere wireless (poichè la comunicazione con la base non sempre è criptata) ma sembra che anche quelle tradizionali, che si colleghino con la porta Ps/2 o Usb, siano a rischio di sicurezza.
Il video sopra è una dimostrazione dello studio “Compromising Electromagnetic Emanations of Wired and Wireless Keyboards” condotto dal Lasec (Laboratorio di Sicurezza e Crittografia) di Losanna, in Svizzera: in base a questa ricerca sarebbe possibile intercettare facilmente quali tasti vengono premuti anche se il bersaglio si trova a circa 20 metri distanza dietro ad un muro.
Sono state usate due keyboards, una del 2001 ed un’altra del 2008. In pratica, mediante un’antenna vengono captate le emissioni elettromagnetiche delle tastiere e riconvertite in lettere, simboli e numeri; la strumentazione richiesta sarebbe tra l’altro poco costosa.

Niente allarmismi: per ora non c’è (almeno non conosco) nessun studio definitivo che metta a rischio l’inserimento di password e dati sensibili mediante tastiera dai PC (o anche apparecchi come i Bancomat). I display OLED e le nuove interfacce “touch” risolveranno questo problema?

Senato, o meglio volevo dire Senato della Repubblica, si, insomma quel Senato lì

Beh, dopo ciò che avete approvato quanto devo pagare per aver usato il marchio? Non ho messo nessun link al Senato, eh, abbiate pietà:

Art. 5.
Utilizzo del marchio in Internet

1. Il link da parte di altri siti al sito del Senato e’ possibile utilizzando esclusivamente la denominazione SENATO DELLA REPUBBLICA oppure, se lo spazio a disposizione non lo consente, SENATO, purche’ i siti ospitanti non forniscano contenuti illegali, diffamatori, fraudolenti o comunque lesivi di diritti altrui, contrari alla legge e/o a regolamenti.

2. E’ vietato l’inserimento di pagine del sito del Senato all’interno della struttura del sito ospitante (c.d. «framing»).

3. L’utilizzo del marchio del Senato come link, cosi’ come ogni riproduzione di altre parti del sito su siti altrui, deve essere espressamente autorizzato secondo la procedura di cui all’art. 4, comma 8, con esclusione dei casi in cui ad attivare i link siano amministrazioni pubbliche.

4. Nella riproduzione del marchio deve sempre essere evitata confusione e/o associazione con altri marchi, nomi, insegne, indirizzi IP, nomi di dominio e/o diritti di proprieta’ intellettuale o industriale di terzi.

5. In ogni caso la presenza del marchio non rende responsabile il Senato dei contenuti e dei servizi offerti dal sito ospitante.

6. Il Senato si riserva di modificare il proprio sito in qualsiasi momento ed a propria discrezione, senza alcun obbligo di informare i siti che hanno attivato i link.

Microsoft e Back to the Future

Per le prossime versioni di Windows tutte le nostre speranze sono nelle mani di Doc Brown. Magari ci salva lui dai disastri di “Tech Fly”.

Facebook ci ripensa

I termini d’utilizzo di Facebook non cambiano più. Ci sono due cose positive nella ritirata fatta da Facebook riguardo i diritti dei contenuti degli utenti che lo utilizzano ed annunciata attraverso il blog dallo stesso Zuckerberg.

La prima è che, come per ogni social network, non è possibile fare di testa propria e non ascoltare la voce degli utenti. Specie quando sono una massa così larga (attualmente circa 175 milioni) come nel caso di Facebook. Si rischia di fare brutte figure, dare una pessima immagine e perdere valore oltre che fiducia. Perchè una rete sociale si fonda sulle relazioni tra le persone e soprattutto sull’affidabilità della piattaforma e di chi la gestisce.

Se non ci fosse stato il casino in seguito all’articolo di Consumerist probabilmente nessun utente sarebbe stato avvisato per tempo dei cambiamenti. L’altra nota positiva quindi è l’avviso comparso oggi in ogni homepage degli account di Facebook che annunciava il ritorno ai precedenti termini d’utilizzo almeno a chi ha impostato la lingua in Inglese:

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L’istituzione del gruppo d’ascolto Facebook Bill of Rights and Responsibilities dove discutere in futuro di questi temi è poi un altro piccolo passo in avanti.

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