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Berlusconi presenta il programma del Popolo della Libertà ed il sito cambia

Il video sopra mostra uno spezzone riguardo la presentazione del programma del PDL fatta da Berlusconi che a quanto leggo verrà deciso in questo weekend anche dai cittadini con una sorta di primarie. Ho letto solo qualche punto, c’è chi meglio di me ha fatto una prima analisi.

L’aspetto che interessa a me invece è quello più strettamente comunicativo e tecnico: il sito web del Popolo della Libertà infatti in questi giorni si è rinnovato ed ha parzialmente rifatto il look (avranno letto le critiche che sono circolate) ed il layout, anche se rimane comunque indietro rispetto ai diretti concorrenti quali ad esempio il sito web del PD che utilizza strumenti di comunicazione decisamente più avanzati.

Da queste elezioni la sfida si gioca, anche, sul Web. Saranno furbi quelli che ne approfitteranno e ci sapranno fare: prendete Tabacci, non sapevo neanche chi fosse, ora invece ha aperto un blog (decisamente discutibile) e comunica direttamente con i suoi probabilmente pochissimi elettori. Certo è che bisogna stare sempre attenti a ciò che si scrive e non cadere nel ridicolo.

La Sinistra Arcobaleno vuole l’abolizione del copyright?

Ieri Bertinotti ha presentato – lo slogan “una proposta per il paese. Perché la Sinistra arcobaleno? Per cambiare l’Italia” forse non è dei più originali – la Sinistra Arcobaleno, il cartello elettorale che comprende Rifondazione Comunista (PRC), Partito dei Comunisti Italiani (PdCI), Federazione dei Verdi (Verdi) e Sinistra Democratica.

Bertinotti ha spiegato le 14 idee del loro programma politico racchiuso in 14 capitoli e appena 4 pagine, spaziando dalla sicurezza sul lavoro, alla lotta alla precarietà ed alla distribuzione del reddito e dei salari per finire con un riferimento alla pace, alla laicità ed all’ambiente (dunque anche le grandi opere). Un peccato che sul sito ufficiale non ci sia l’intero programma (però c’è un blog, certo migliorabile, ma c’è anche il video di presentazione di Bertinotti) ma solo quello riassuntivo, dunque sarebbe stato interessante sapere qualcosa sulla riforma delle pensioni ed altri aspetti.

Ciò che mi ha colpito di più, per quanto riguarda l’ambiente di mio interesse, è il punto 14 che concerne il mondo dell’informazione con l’abrogazione della legge Gasparri ma soprattutto leggendo su Il Manifesto il riferimento al copyright: si parla di abolizione del copyright su dischi, libri, software e film secondo i canoni del “copyleft”. In questo senso vorrei sapere davvero quali sono le proposte concrete o se è solo un fuoco di paglia per attirare gli elettori.

Ho comunque come l’impressione che la Sinistra Arcobaleno voglia ripercorre un po il percorso ed il programma di Zapatero ma attenti però che l’Italia non è la Spagna, sono due Paesi diversi.

Il cellulare tatuato che si alimenta con il sangue

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Vabbè, che le Telco vogliano il sangue degli utenti non è una novità, tra misteriose tariffe per i cellulari e flat dati ancora inesistenti in Italia ce ne siamo accorti tutti.
Però questa del cellullare che ha una “Digital Tattoo Interface” mi è nuova: in pratica, come ben vedete dalla figura, Jim Mielke ha presentato alla Greener Gadgets Design Competition 2008, questo concept ovvero l’idea di un cellulare che venga inserito come un tattoo in maniera sottocutanea nella pelle e si alimenti con il sangue dell’ospite, il possessore di questo possibile cellulare dotato anche di 3G e Bluetooth.

Ovvio che ai miei occhi una cosa del genere sembra sia per ora solo una bufala ma ti immagini in un futuro prossimo di dover sostituire il tuo amato orologio con una cosa del genere?
Non lo farei neanche morto, devo dire che in questo caso sarei davvero poco tecnologico.

Ovviamente per chi volesse rilanciare la notizia è aperto il meme, vi sfido ad inventare un gadget altrettanto particolare. Siete pronti, cervelloni d’Italia?

Via[Tecnocino]

[UPDATE Febbraio 29]

- A proposito di strani cellulari oggi Punto Informtico segnala un cellulare biodegradabile.

Bin Laden added you as a friend

Più che un social network ed una rete di amici, Facebook sembra sia diventato un posto surreale, dove recrutare 007 o essere spiati da Al Qaeda. Già immagino l’avviso: “You have a friend request. Bin Laden
Secondo me sono più divertenti cose come Hatebook, almeno lì forse sono tutti più sinceri.

Integrare ed embeddare i file PDF in una pagina web o sul blog

Quante volte ti è capitato di voler rendere disponibile sul tuo blog o sito un tuo file PDF senza doverlo fare necessariamente scaricare ai tuoi visitatori?
Scribd può essere una prima soluzione, è un servizio famoso anche per questo: ha lanciato da poco una nuova piattaforma ed un lettore in flash, iPaper che ti permette proprio di aprire (guarda il video della demo) diversi tipi di documenti.

C’è invece un altro servizio più intuitivo e veloce relativo alla possibilità di integrare ed “embeddare” facilmente i PDF come se fossero dei video di YouTube: PdfMeNot consente proprio di inserire l’indirizzo di un PDF presente online o sul nostro PC in modo da ottenere un link al PDF stesso ed il relativo codice da inserire nelle pagine (il classico script per l’embed).
Vi faccio un esempio: sono andato su PdfMeNot ed ho inviato sul sito (basta andare in sfoglia e cliccare poi su upload) alcuni appunti che portai all’incontro con Microsoft Italia di Roma (comprese le info sull’evento). Ho ricevo dunque un codice che mi permette di integrare questo PDF direttamente qui (o avere un link per leggerlo con il lettore di PdfMeNot):

Come per i video è possibile, come ho fatto io per non distruggere il layout del blog, giocare sui valori della larghezza (width) e dell’altezza (height) magari diminuendoli (in questo caso la dimensione originale, quella ottimale, era di 600×450).
Mi sembra un sito utile considerando il fatto che è disponibile anche un estensione per Firefox (da scaricare qui).

Occhio al Vespaio!

Davvero non capisco lo stupore ed il clamore che si sono diffusi in questi giorni tra i blog riguardo ciò che è accaduto nella puntata di Porta a Porta del 21 Febbraio (vedi il video sopra). Condivido in pieno le ragioni del dissenso ma ai miei occhi non è nulla di prepotentemente nuovo.

Ricordate i faccioni dei blogger ed il pessimo articolo su Corriere Magazine? Quante volte i media hanno blaterato di blog e classifiche, social network lenti, web 2.0 e nuovi servizi spesso senza riuscire a coglierne gli aspetti salienti ma solo quelli più eclatanti? L’amara corsa allo scoop della notizia fa perdere di senso i fatti essenziali.

La carta stampata, la televisione, hanno loro responsabilità è certo ma chiedo a chi mastica di più Internet di guardarsi intorno: tempo fa parlavo di un Net Nazional Popolare quando, prevedendo l’ingresso su Internet di un pubblico ed una massa più vasta di quella attuale, si prefiggeva un uso diverso da chi invece abitualmente frequenta questi luoghi virtuali. Ci circondano tanti Bruno Vespa, i vostri amici usano Twitter o scrivono su di un blog, sanno cos’è MySpace o usano MSN?

Se la risposta è NO allora non c’è da stupirsi del vespaio che vi ronza nell’orecchio nè bisogna proteggersi troppo dai pungiglioni ma essere disposti per quanto possibile all’apertura: in un Paese che è uno degli ultimi posti in Europa per la banda larga, l’ADSL e l’Internet veloce, vuoi che ci si continui a stupire a bocca aperta?
Per parlare di qualcosa bisogna prima conoscerla per bene: Bruno Vespa ha un sito prestorico mentre non ci crederete ma la Graziottin ha un sito personale che non è poi così male, c’è addirittura una sezione audio stream.

[UPDATE 3 Marzo]

- Spordicamente seguo il blog di Grazia (mi capita di andarci su perchè lo citano altri) e mi sono accorto che ci scrive anche Bruno Vespa: chissà se è davvero lui.

- Intanto Stefano Quintarelli ed altri scrivono e firmano una lettera aperta allo stesso Bruno Vespa.

- Alcuni blogger hanno realizzato una discussione video organizzando un live collegandosi in diretta, confrontandosi proprio su quanto è stato detto alla trasmissione di Bruno Vespa. Anche ieri si è tenuta su Internet una puntata di Web to Web – W2W, una trasmissione spontanea autogestita dai blogger.

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