10 Trend della Tecnologia da considerare nel 2014

Credits: http://www.fastcodesign.com/1671908/from-frog-8-concepts-for-the-future-of-wearable-tech

C’è una presentazione molto interessante di WEBBMEDIA GROUP presentata alla Online News Association conference che racconta 10 trend nel campo Tech che osserveremo già nel 2014 cambiando il mondo dell’editoria ma non solo.

Ad ogni modo mai confondere l’evoluzione delle nuove tecnologie con il lancio di una nuova app come fanno molti giornali e blog italiani.
Le slide portano degli esempi molto interessanti che ho provato ad arricchire, è il mio post di fine-inizio anno.

  • Anticipatory Computing

    I motori di ricerca non risponderanno solo alle domande che fai ma andranno ontre. L’obiettivo è prevedere quello che farà l’utente 10 secondi dopo la search query. Remarketing e retargeting saranno più precisi e sono già acqua passata: la Predictive Search è un orizzonte molto vicino, d’altronde c’è un plugin per WordPress di WooCommerce dedicato a questo aspetto.
    Nell’editoria invece i giornalisti potranno usare applicazioni come MindMeld per aggiungere contenuti contestuali all’intervista che stanno facendo con luogi, fatti, entità, una sorta di fact-checking al volo.

  • Smart Virtual Personal Assistants (SVPAs)

    E’ un mercato che è cresciuto di 400 milioni di dollari negli scorsi 12 mesi. Il web semantico si sta facendo strada solo ora su Google, la ricerca personalizzata diventa privata e aiuterà gli assistenti virtuali a facilitarci nella vita quotidiana: organizzare meeting, gestire calendario, email e contatti, ricevere informazioni sul meteo o sulle news che siano utili durante la giornata. Immagine quante opportunità di business possono esserci se un giornale diventa un assistente (il termine “assistere” calato nel mondo del giornalismo è in effetti bruttissimo) virtuale.

    Esempi di applicazioni sono: Donna, Osito, Tempo e Cue/Greplin (quest’ultima comprata da Apple ha un algoritmo che è predittivo proprio come quello al quale Google sta lavorando).

  • Personalized Video

    Il consumo di video online è aumentato così come i guadagni ma c’è troppa confusione, ci sono interi siti che riprendono e aggregano dalle fonti originarie vecchi filmati “virali” e li ripropongono come novità ottenendo molto traffico dai social.
    Ci sono poi troppi filmati, abbiamo bisogno di tecnologie che aiutino a decidere cosa guardare e cosa tralasciare considerando che il nostro tempo resta si assottiglia. Non tutti vogliono guardare le stesse cose, la piattaforma che sarà in grado di differenziarsi e dare servizi in funzione della sua nicchia di pubblico vincerà il settore infotainment.

    Gui.de ad esempio è una specie di RSS reader ma nel formato video, usa le tue fonti sui social per creare dei filmati personalizzati. Treehouse invece espande lo storytelling, ha fatto il botto realizzando un video per Bob Dylan: permette di realizzare video interattivi con un sistema per interagire con le conversazioni. Infine c’è Iris.TV, si ispira a Netflix ma fornisce un video stream personalizzato che dovrebbe assicurare ai publisher un aumento delle visite e delle revenue.

    Poichè alla fine tra i medium più forti c’è sempre l’Email, non è detto che lo stream dei video che ci interessino non finisca per passare da lì…

  • MOOCs (Massive Open Online Courses)

    Alzi la mano chi non è ancora mai andato su Coursera e non ha fatto un MOOCs di una Università americana, io ora sto frequentando quello di Social Network Analysis dell’University of Michigan.
    Immaginate che questi corsi si aprano a delle partnership per sviluppare contenuti nuovi e d’attualità con diversi formati: non solo How-To ma anche uno stravolgimento della Newsroom classica con un bigino sulle breaking news, filmati da 1 minuto che spiegano un argomento, notizie testuali curate da uno staff esperto, quiz interattivi adatti al mobile.

    scalable

    Si va quindi da video di 2 minuti su come fare una composizione floreale a 9 cose della Syria che non conosciamo con fatti precisa e una modalità che insegna, a blocchi, un argomento in maniera più efficiente. E’ così che sono nate delle vere e proprie “corporate university” come The Muse e quelle di GM e Disney.

  • La lotta tra queste piattaforme a colpi di growth hacking è durissima e la racconterò nel prossimo anno con i protagonisti diretti.

  • Comments

    I commenti online, soprattutto quelli ai giornali, sono spesso fuori logo, irrilevanti, con conversazioni inutili. Ho seguito il recente dibattito sui commenti ai giornali che si è sviluppato con i contributi di Francesco Costa e Andrea Girolami.

    Si tratta di reinventarli, se sì, come? Bisogna evidenziare quelli più affascinanti e importanti, online ci sono alcuni esempi come l’account @MagicRecs che consiglia chi seguire (però chiudere commenti all’interno di un gruppo ristretto e simile può però portare alla mancanza della serendipity ed alla preoccupante filter bubble).

    Le annotations di Quartz ed i commenti su Medium sono un modo per stimolare le conversazioni ed i commenti in maniera produttiva provando ad aumentarne la qualità stimolando nuovi contenuti.

  • Platform vs Publisher

    Non puoi fare bene entrambe le cose, o fai Amazon oppure Forbes. Prima fai content marketing grazie ai Newsmaker che hai assoldato e solo dopo fai scaricare materiale alla tua community (ammesso tu l’abbia costruita), alla fanbase.
    Web Media offre due formule interessanti e moderne nella slide numero 84 mettendo in evidenza come sia importante la curation dei contenuti (sei sicuro che basti un tool?) e l’engagement degli stessi.

    Per tirare le somme è davvero necessario misurare 73 metriche?

    formula

  • Screenless Computing

    Non solo Leap Motion, Google Glass e Atheer One (con applicazioni come Wearably che trasforma ogni feed RSS in una app e JewGlass oppure la possibilità di pagare “con gli occhi”) e Space Glass ma anche Wearable device come orologi, bracciali, grazie al diffondersi di tecnologie come il BLE.
    Nel 2014 cominceremo a usare computer che non hanno uno schermo, chi farà le gesture interface migliori con un innovativo approccio nuovo alle informazioni, aprirà il mercato.

    Se ci pensi 10-15 frame su Google Glass sono troppi per leggere le news. Le storie, senza uno schermo ed un pezzo di carta, dovranno essere re-inventate totalmente. Uno spunto? Ciò che fanno applicazioni come le traduzioni istantanee di Docomo.
    I lettori e gli editori invece diano un’occhiata a Cir.ca che è perfetta in un contesto pieno di device che s’indossano.

    La criticità? Tecnologica, manca uno standard e seppure tra BLE, NFC, GPS, wi-fi, LTE l’efficienza sia in aumento, l’autonomia delle batterie soffrirà. Certo che se i device saranno in grado di ricaricarsi facilmente ed a buon prezzo con il movimento ed il sole…

  • Data

    Dal 2014 i Big Data cominceranno ad entrerare concretamente nel mainstream, i dataset saranno trattati e usati non soltanto dai data journalist (questo trend già accade ora) ma ci saranno piattaforme come Enigma utili a consultare e cercare i public data.
    La PA comincerà a mettere finalmente insieme tutte le banche dati ed offrire le API affinchè sviluppatori creino servizi: un esempio è ciò che ha fatto John Keefe che ha fornito informazioni sulle posizioni degli autobus nella città di New York.

    Per capire a cosa possono servirci, Data News mostra le potenzialità degli open data.

  • Drones

    I droni non ci dicono solo informazioni geografiche ma anche cambiamenti ambientali e antropologici che avvengono intorno a noi. Non si tratta dunque solo di elicotterini che fanno riprese fantastiche o gingilli da usare per fare gli scherzi ad Halloween ma una realtà che avrà applicazioni utili, ancora da regolamentare nei vari Peasi.

    Dall’uso del real-time image recognition all’interazione dei robot con l’ambiente e gli umani, le applicazioni sono tantissime. Per il giornalismo è nato addirittura il Drone Journalism Lab alla University of Nebraska.

    Diminuirà il peso dei droni, dagli attuali 24 chilogrammi si passerà a 1,5 kg, lo zaino-drone è dietro l’angolo.

  • Hardware

    Stiamo entrando nel vivo di quella che molti chiamano Hardware Revolution. Dal 2014 l’era dei makers ci travolgerà o forse saremo noi a farci contagiare.
    Visto il successo di Maker Faire Rome e l’apertura di molti FabLab in Italia, tra stampanti 3D, nuove frese e materiali, sensori e nuovi Arduino e RuspBerryPi, assisteremo ad una cultura che contaminerà molti settori sviluppando in molti un senso di ricerca più diffuso. E progettare oggetti in grado di essere riparati, in parte sostituiti o migliorati.

    Un tweet che accende una lampada, magari di rosso, può servire alle Newsroom come alert (ma fa già parte del passato) mentre invece chi consuma contenuti potrà interagire producendo creazioni attraverso un 3Doodler, ad esempio. Oppure ci saranno altri progetti come Cicadas che cerca di tracciare e predire l’arrivo delle cicale con dei sensori.

Ho escluso dalla lista l’Internet of Things perchè insieme alle Smart City è un trend che dovrebbe essere considerato come già consolidato.
Nel 2014 forse cominceremo a capire quale piega prenderanno tutte queste tecnologie. Tu su quale scommetteresti?

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