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Pizza, mandolino e Jersey Shore: così ci vedono gli americani

September 5th, 2010


Un video segnalato da Emil Abirascid realizzato dall’Istituto Italiano di New York che intervista alcuni americani: la domanda è “cosa vi viene in mente quando pensate alla cultura italiana?”

Secondo te cosa hanno risposto? Leonardo, Michelangelo, Rubbia? No: pizza, mandolino e Jersey Shore, una serie televisiva prodotta da MTV i cui personaggi sono degli italoamericani “truzzi, coatti, narcisi, abbronzati, bellocci e decisamente pop”.

Urge una campagnia di PR ma soprattutto un rovistare tra la cultura italiana diventata low cost per capire cosa funziona e cosa no. Come disse Fabrizio Gifuni: “L’arte e la cultura sono sprofondati da tempo nel tempo libero così come la scuola, lo studio, la formazione e la ricerca scientifica. L’arte e la cultura non sono tempo libero“.

Dalle intercettazioni telefoniche a quelle dei social network

September 4th, 2010


Photo Credit: Frolleagues by Will Lion

Interessante articolo di The Economist: Untangling the social web . Si comincia a parlare di “societal network“:

Companies can spot these influencers, and work out all sorts of other things about their customers, by crunching vast quantities of calling data with sophisticated “network analysis” software. Instead of looking at the call records of a single customer at a time, it looks at customers within the context of their social network.
By one estimate there are more than 100 programs for network analysis, also known as link analysis or predictive analysis. Adoption is being driven by the availability of more sources of information, and by the fact that network-analysis software is becoming easier to use.

The next step beyond mapping influence between individuals is to map the influences between larger segments of society. Once these societal networks of influence can be accurately mapped, they can be used to promote the spread of particular ideas—those that support stability and democracy, for example

Conosci uno di questi 100 programmi di network analysis, che sia open source e facile da usare? Sarebbe interessante (se non c’è già) realizzare una lista con le caratteristiche per ogni software.

E se Google sviluppasse applicazioni per il suo motore di ricerca?

September 3rd, 2010


Non parlo di applicazioni per Android ma pezzi di software da utilizzare su tutti i dispositivi e per tutti i servizi di Google in modo da espanderli fino al gaming ed al social networking (due dei settori di mercato ai quali Google punta). La scelta di Google è quella di avere Chrome come browser mobile (che porti verso un futuro e più universale Chrome OS da utilizzare in casa propria) e Android quale sistema operativo di qualsiasi dispositivo.

Ad esempio è recente la notizia che il maggiore motore di ricerca cinese Baidu sta lanciando un app store che permetterà agli utenti di usare applicazioni direttamente dalla propria piattaforma e da qualsiasi dispositivo.
E se Google permetterebbe da Google.com di usare applicazioni per il suo motore di ricerca, per portare su desktop e mobile i suoi servizi ancorati a compatibilità di browser e vecchie toolbar?

D’altronde Google Reader Play e YouTube Leanback vanno proprio in questa direzione.

Google Maps diventerà come il Monopoli: paghi per avere il logo della tua azienda

September 3rd, 2010


Google Maps Place Plage sponsored logo

Non solo è importante rispondere ai commenti e alle review su Google Place Plage (una vera e propria pagina con tutte le informazioni sui luoghi) di Google Maps ma anche esserci, avere una presenza forte sulle mappe di Google è importante per il proprio business.

Per questo motivo Google sta sperimentando solo per alcune aziende una nuova funzione: la possibilità di aggiungere il logo di un’azienda direttamente su Google Maps, una sorta di icona del proprio hotel, bar, ristorante o qualsiasi altra attività commerciale che l’utente può cliccare per arrivare alla Place page.

Questa possibilità verrà offerta da Google a pagamento alle aziende: anche le mappe diventano sempre più “Sponsored maps” cioè mappe sponsorizzate. Google Maps si trasforma, anche via mobile, in un gigantesco Monopoli: che ne pensi?

La Waterloo di Marini

September 3rd, 2010


Di Pietro sarà stato anche populista ma in questo video, la platea, più che Antonio Di Pietro, ha battuto Marini. Ed è un filmato che esprime bene la situazione all’interno (base e correntine vs leader) del PD fin dalla sua nascita.

E’ difficile, è possibile

September 2nd, 2010


Cambiare l’Italia? E’ difficile, è possibile. L’ha detto Veltroni nella sua lettera e l’ha ripetuto ironicamente Diego Bianchi in questo divertente intervento alla festa de Il Fatto Quotidiano. “Yes, we can! è superato”.

Da Facebook a Ping, il nuovo social network per la musica di Apple

September 1st, 2010


Oltre alla nuova Apple Tv (che con gli accordi stilati da Apple porta un attacco prepotente a tutte le pay tv) c’è una novità interessante uscita dall’ultimo keynote di Apple (guarda caso per la prima volta trasmesso in diretta streaming sul sito Apple.com).

Dimentica Facebook (e recita un requiem per MySpace, Last.fm e Spotify) e comincia a masticare questo nuovo nome: Ping. E’ e sarà il nuovo social network di Apple dedicato al mondo della musica: non è una alternativa alle reti sociali già esistenti, Steve Jobs l’ha definito come un “social music discovery” ovvero un luogo nel quale “Facebook e Twitter incontrano iTunes”.

Probabilmente Ping è solo l’evoluzione naturale e “sociale” di iTunes (giunto alla versione 10). Prima o poi doveva accadere. Il nome non è originale (esiste già Ping.fm) e le regole saranno simili a quelle di Twitter con un canale da seguire (“followare”), un profilo e le attività recenti simili a quelli di Facebook.

Il vantaggio di Ping per Apple? Che sarà disponibile via desktop, su iPod e iPhone touch (e immagino anche su iPad) e sarà integrato ad iTunes. Secondo me diventerà qualcosa in più che un Last.fm anzi ci saranno ad esempio applicazioni per Ping, la geolocalizzazione e finirà per diventare un Facebook targato Apple. Quanto ci scommetti?

P.S. Per l’occasione ho provato la nuova funzione di ricerca in tempo reale di Google anche in italiano e non mi è sembrata male (un po’ lento l’aggiornamento):

Lanyrd: la social conference directory

September 1st, 2010


C’erano una volta le directory di DMOZ e Yahoo!..te le ricordi?

Lanyrd si definisce un servizio di “social conference directory“: si possono trovare le conferenze in corso o che saranno attive nel mondo.
Lanyrd non solo è un mega archivio e calendario dove cercare eventi ma anche seguirli e tracciarli usando Twitter: è infatti possibile collegarsi usando il proprio profilo di Twitter per seguire gli aggiornamenti delle conferenze le quali sono dotate tutte di “topics” che in sostanza sono i tag e gli argomenti trattati. Inoltre con Lanyrd è anche possibile organizzare eventi sostituendolo al wiki e contribuire attivamente in quanto basta cliccare su “Attend” per poter modificare i dati organizzativi della conferenza.

Chissà che non vedremo qualche BarCamp organizzato attraverso Twitter: in effetti Lanyrd è una soluzione più sociale rispetto ad esempio a Geek Agenda. Per ora comunque per l’Italia è stata segnalata solo una conferenza.

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